Quando arriva la primavera, di mattina soprattutto, si vedono tantissime persone camminare per ore e ore con la speranza di ridurre il girovita o perdere quel maledetto grasso che si ostina a stare sulle cosce e sui glutei.

La domanda giusta da porsi è:

“Ce la faranno a eliminare quel maledetto grasso e dimagrire?”

Vuoi conoscere la risposta?

Bene. Allora continua a leggere perché in questo post ho intenzione di condividere i reali vantaggi della camminata e capirai perché camminare non fa dimagrire!

Superfluo forse dire che, per dimagrire, bisogna creare un deficit calorico giornaliero tale che il fisico, per compensare la produzione di energia, utilizzi le “riserve” di grasso.

Un rapido confronto del dispendio calorico per la corsa e la camminata già può aiutarci a rendere l’idea del “consumo” effettivo:

Consumo calorico camminata: 0,4-0,5Kcal/Kg/Km
Consumo calorico corsa: 0,9-1Kcal/Kg/Km

Camminare non fa DIMAGRIRE - Accendi iil Metabolismo

Se sei una ragazza che pesa sui 75 Kg e, in un’ora, percorri 6,5 Km produci questo consumo energetico:

camminata → 195 Kcal
corsa → 438 Kcal

Per avere benefici, bisogna incrementare costantemente l’intensità aumentando la velocità della camminata o camminando in salita.

Se si continuare a camminare come coloro che la domenica, assieme alle amiche, fanno una passeggiata, si avrà solo l’illusione di stare facendo qualcosa per dimagrire.

Per dimagrire serve fare altro e sicuramente camminare non fa dimagrire!

Non è sufficiente vedere l’ago della bilancia che si sposta indietro di qualche chilo, perché quello non è tutto grasso “bruciato” ma è un mix di acqua, muscoli e grasso.

Dimagrire significa consumare metabolicamente le riserve di grasso per produrre energia Condividi il Tweet

Cerchiamo sempre di figurare meglio il tutto con qualche esempio:

1. Un atleta ben allenato, del peso circa di 70 Kg, che pratica sport di resistenza, come la maratona o il ciclismo e percorre 100 Km in bicicletta su terreno pianeggiante e a velocità pressoché costante di 30 Km/h “brucia” circa 30 g di grasso.

2. Un marciatore ad alto livello che gareggia nella 50 km di marcia consuma all’incirca 200-220 g di lipidi.

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Si parla di atleti “aerobici” per eccellenza, preparati per sforzi prolungati che durano tantissime ore, con allenamento giornaliero, predisposizione genetica, fibre rosse ottimizzate, mitocondri attivi e via discorrendo =D

Devi sapere che l’utilizzo degli acidi grassi a scopo energetico infatti non avviene in maniera uniforme per tutti: se per quei soggetti aerobicamente molto efficienti la metabolizzazione degli acidi grassi avviene sin dai primi minuti di corsa (5-10 minuti), per quelli meno allenati l’utilizzo dei grassi avviene invece a tempi molto più lunghi, in base al livello di allenamento o addirittura quasi per niente!

Le persone che praticano saltuariamente attività fisica non sono efficienti dal punto di vista metabolico quindi possono anche non utilizzare gli acidi grassi nel corso di una seduta di aerobica della durata di 30-40 minuti proprio perché l’organismo non è ancora in grado di ottimizzare le riserve energetiche.
L’organismo tende a utilizzare i carboidrati anche quando si corre a ritmo lento perché essi richiedono una quantità inferiore di ossigeno rispetto agli acidi grassi.

Ecco perché allora camminare o correre non è una attività che ti farà dimagrire se non sei ne un atleta o un maratoneta anzi a lungo termine tenderà a “catabolizzare” i muscoli, cioè comprometterli, e quando inizierai ad allentare la frequenza, cioè le uscite saranno sempre di meno, tornerai a ingrassare.

Voglio raccontare la storia della mia amica Carla, 50 anni e una vita trascorsa a combattere con i chili di troppo. Ha provato di tutto: dalle sedute di acqua gym alle diete più improbabili, dai corsi di zumba fitness al digiuno in stile “sciopero della fame”.

Non le è servito a nulla e, negli anni, ha continuato ad accumulare grasso e centimetri.

Una sua collega, arrivata in ufficio dopo le ferie estive, con due taglie in meno, le aveva raccontato di come era riuscita a perdere peso semplicemente camminando.

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Ogni mattina, all’alba, percorreva cinque volte l’intero isolato a una velocità moderata e, rinunciando anche a qualche leccornia a tavola, dopo soli 30 giorni il suo girovita si era ridotto drasticamente.

Carla, disperata e anche un po’ invidiosa, ha preso per oro colato le parole della collega e ha deciso, seduta stante, di seguire l’esempio.

Non ha pensato di consultarsi con qualcuno o di verificare l’effettiva efficacia della camminata.

Ha preferito iniziare il suo percorso verso “il dimagrimento assicurato” in piena autonomia. In più, mi ha confessato, era convinta di fare anche meglio della collega e sbalordire tutti a casa e in ufficio. Il suo “trucco” sarebbe stato quello di unire l’esercizio fisico, la camminata, a una dieta “infallibile”, il digiuno.

Dopo solo 5 giorni già si poteva parlare di 3 centimetri… sì, questa era la lunghezza del taglio che si è procurata all’altezza del ginocchio quando è caduta, perdendo conoscenza, per un calo di zuccheri.

Uno spavento che non vi dico, per tutti, per i famigliari e anche per lei.

Alcuni giorni dopo l’accaduto ne abbiamo parlato e credo di averle fatto comprendere l’importanza della corretta alimentazione e del “corretto” modo di allenarsi.

Ha iniziato un programma personalizzato e dopo mesi di duro lavoro i risultati non sono mancati, contrariamente alla sua collega che alla fine ha dovuto confessare a tutti di aver indossato delle guaine snellenti comprate online, troppo strette da causarle in eritema così fastidioso da dover essere curato con il cortisone.

Arrivati a questo punto ti starai chiedendo: “Se camminare non fa dimagrire allora cosa dobbiamo fare per perdere quei fastidiosi rotoloni di ciccia?”.

Il metabolismo è la risposta.

Per dimagrire bisogna aumentare il metabolismo basale a riposo cioè l’energia minima richiesta dall’organismo in stato di riposo fisico, in poche parole al mattino appena apriamo gli occhi.

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Ho cercato, e spero di esserci riuscito, di spiegare bene anche a Carla l’importanza della corretta alimentazione che, unitamente a un sano stile di vita e un equilibrato esercizio fisico, contribuiscono a mantenere o ritrovare la giusta forma fisica.

Con questi argomenti non si scherza, sono pericolosi come giocare col fuoco!

Alle superiori, ricordo ancora oggi, sconvolse tutti la vicenda di una ragazza del quarto anno trovata in fin di vita nei bagni della palestra. Erano mesi che non mangiava. All’epoca nessuno o quasi conosceva i reali pericoli di quella che oggi è nota come una vera e propria malattia: anoressia.

Rammento che ci pensavo continuamente, fissando il soffitto della mia camera e mi domandavo: “come ha fatto a resistere ai morsi della fame per così tanto tempo? Perché lo ha fatto?”
Quello “non è dimagrire” ma “smettere di nutrirsi”.

Il dimagrimento “positivo” se così lo vogliamo chiamare è un’altra cosa.

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Se il tuo obiettivo è dimagrire, e non perdere peso (per conoscere la differenza leggi questo post) basta seguire questi 3 piccoli consigli:

1. Migliora la Tua composizione corporea:
Migliorare la composizione corporea significa mantenere il peso aumentando gradualmente la massa muscolare. In questo caso l’introduzione calorica dovrebbe rimanere uguale al tuo fabbisogno.
Controlla le calorie pasto per pasto assicurandoti di consumare solo quelle necessarie. Come dicevo prima, cerca di mangiare per ciò che dovrai svolgere. Niente di più e niente di meno. Mangiare di più nei giorni di maggiore attività tenendo conto di allenamento e altre attività extra.

2. Dimagrisci perdendo grasso non muscoli:
Un metodo molto efficace per dimagrire, perdendo grasso e non massa muscolare, è quello di sottrarre 4 kcal per ogni kg di peso corporeo dal fabbisogno totale giornaliero.
Quindi un soggetto di 80 kg di peso dovrà sottrarre 320 kcal dal suo apporto totale, da suddividere tra i vari pasti che dovrebbero sempre essere cinque al giorno e possibilmente regolari. Le calorie vanno eliminate dai grassi o dai carboidrati, mai dalle proteine.
È poi consigliato mantenere tale regime per cinque giorni alla settimana e tornare al fabbisogno completo per due giorni. In questo modo si garantisce l’introito calorico necessario a preservare e stimolare correttamente la massa magra.

3. Aumenta la Tua massa muscolare:
Al contrario di quanto visto nel paragrafo precedente, se il tuo obiettivo è principalmente aumentare la massa muscolare dovresti aggiungere 4 kcal per ogni kg di peso corporeo al tuo apporto totale e mantenere questo regime per cinque giorni a settimana, poi tornare al fabbisogno base per due giorni. Le calorie andrebbero aggiunte principalmente a proteine e carboidrati complessi.
Per esempio un soggetto di 80 kg di peso dovrà aggiungere 320 kcal al proprio fabbisogno totale, da suddividere tra i vari pasti.

Questo dovrebbe permetterti di agire comunque positivamente sul grasso corporeo o quantomeno non accumularne altro.

Camminare non fa dimagrire! La camminata di per sé non ti aiuta a dimagrire e soprattutto non consente di mantenere il peso-forma a lungo.

Sempre in agguato il pericolo, più che concreto, che una volta che avrai smesso di camminare o di correre riacquisterai i chili perduti in breve tempo, vanificando così tutti gli sforzi.

Per raggiungere gli obiettivi che ti sei preposta/o  oltre ad allenarti in maniera costante cerca anche di seguire i consigli elencati nei 3 punti di cui sopra.

Se vuoi, sarò lieto di conoscere la tua storia!

Puoi raccontarla qui sotto, nei commenti o se vuoi puoi contattarmi via mail a [email protected]

Se vuoi conoscere invece la mia storia clicca qui!

Per oggi è tutto e mi raccomando CONDIVIDI! così contribuirai a diffondere corrette informazioni sulla camminata e il dimagrimento!

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